Quelli che con una buona dormita passa tutto…

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Il sonno al tempo del Coronavirus

Contributo di Giovanna Zoccoli

La pandemia di COVID-19 e le misure di contenimento del contagio adottate nel nostro paese hanno profondamente cambiato le vostre vite. Sicuramente questa nuova situazione ha richiesto un drastico ridimensionamento della nostra vita sociale, ora limitata ai familiari conviventi.

Questa riorganizzazione delle abitudini di vita ci ha sicuramente sottratto qualcosa di prezioso, la convivialità e la socialità, ma, in compenso ha regalato a molti di noi del tempo libero che possiamo scegliere di dedicare ad attività prima trascurate.

E quindi si legge di più, si cucina una cena un po’ più elaborata del solito, si sistemano cose lasciate indietro da tempo. Tra le attività da intraprendere in questo periodo, e a cui dedicare parte del tempo reso disponibile, ce n’è una che non costa nulla, che tutti siamo in grado di svolgere e che ci potrà anche aiutare a mantenerci in buone condizioni di salute: dormire.

Il sonno, questo momento prezioso, solo nostro che dedichiamo a noi stessi e alle nostre necessità, non solo è piacevole ma è anche un comportamento necessario a mantenere un buono stato di salute. La ricerca scientifica ha dimostrato che un sonno quantitativamente insufficiente o frammentato è associato all’insorgenza e allo sviluppo di una serie di malattie croniche.

In particolare, specialmente nei bambini, un sonno insufficiente aumenta il rischio di sviluppare sovrappeso e obesità, e negli adulti le alterazioni metaboliche legate ai disturbi del sonno possono favorire lo sviluppo del diabete.

Si è visto che anche la comparsa di patologie cardiovascolari e neurodegenerative può essere correlata ad un sonno disturbato o insufficiente. Ma l’aspetto che diventa particolarmente rilevante in questo periodo è il ruolo del sonno nel contrastare di sviluppo di malattie infettive acute.

È noto da molti anni che il sonno e il sistema immunitario hanno una relazione bidirezionale. L’attivazione del sistema immunitario altera il sonno, e il sonno a sua volta influenza l’efficienza del sistema di difesa del nostro corpo. Quando siamo ammalati, e abbiamo la febbre, dormiamo di più.  L’aumento del tempo di sonno durante un’infezione facilita l’attivazione del sistema immunitario per promuovere la difesa dell’ospite, e può migliorare il decorso della malattia. Di converso, un sonno adeguato è associato a un ridotto rischio di infezione.

Inoltre, è stato evidenziato come la produzione di anticorpi dopo una vaccinazione risulti raddoppiata nei soggetti che dopo la vaccinazione stessa hanno dormito, rispetto a soggetti tenuti svegli o che hanno dormito poco. Quindi, perché non dedicare in questo periodo un po’ più tempo del solito al sonno? Andiamo a dormire prima e dormiamo più a lungo, lasciamo al sonno ristoratore il tempo che gli occorre per svolgere indisturbato tutte le sue preziose funzioni. Poi, tra un po’, quando tutto questo sarà passato, torneremo alle nostre vecchie abitudini. O forse no, forse non subito, forse non tutte….

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ParliamoneOra administrator

Siamo studiosi e ricercatori dell’Università di Bologna accomunati dalla convinzione che una società colta sia meglio equipaggiata per affrontare i problemi di un mondo in rapidissima trasformazione.