L’incremento dell’incertezza economica provocato dalla pandemia COVID-19

L’incremento dell’incertezza economica provocato dalla pandemia COVID-19

Contributo di Maria Elena Bontempi

Il COVID-19 ha innescato uno shock negativo senza precedenti che sta mettendo a dura prova le economie mondiali. Si tratta, infatti, di uno shock che colpisce contemporaneamente domanda ed offerta del mercato e che sta determinando un aumento senza precedenti dell’incertezza economica, politica e del nostro stile di vita.

Le famiglie sono disorientate, volenti o nolenti hanno modificato la propria propensione al consumo e le proprie abitudini; molte persone probabilmente tenderanno a risparmiare il più possibile in vista della maggiore incertezza sul proprio reddito futuro. Allo stesso tempo, le imprese si trovano ad affrontare un’enorme riduzione degli ordini, gli effetti negativi dei blocchi attuati per evitare la diffusione del virus e, cosa più importante, un aumento senza precedenti dell’incertezza, un fattore che molta letteratura ha evidenziato essere in grado di fermare gli investimenti, con effetti perversi soprattutto su quelli innovativi (Bloom, 2014). A questo si aggiungono le difficoltà della politica nell’affrontare la sorpresa e l’incertezza sulle conseguenze e sul perdurare di questa nuova situazione. Tutti questi eventi negativi avranno un impatto sull’andamento dell’economia, nel brevissimo, breve e lungo periodo.

Possiamo usare una base dati open source per calare lo shock all’incertezza dovuto al COVID-19 in una prospettiva storica? L’Economic Uncertainty Related Queries (EURQ) Index è un indice di incertezza, esplicitamente un indicatore che misura il volume delle ricerche su Internet di una lista di termini legati all’incertezza economica e politica. La lista è composta da 184 termini forieri di incertezza specifici per gli Stati Uniti e da 136 termini specifici per l’Italia. L’indice EURQ è stato sviluppato per gli Stati Uniti e l’Italia da Bontempi, Frigeri, Golinelli e Squadrani (2019)  dell’Università di Bologna. EURQ è disponibile, a livello mensile, da gennaio 2004 a marzo 2020, viene aggiornato ogni mese ed è scaricabile dal sito relativo all’Economic Policy Uncertainty index creato da Steven Davis (Chicago University), Nick Bloom (Stanford University) e Scott Baker (Northwestern University).

La costruzione di EURQ poggia sull’assunzione che l’incertezza alimenti la necessità di maggiori informazioni su questioni di interesse strettamente collegate all’incertezza economica e politica, classificabili in base a diversi argomenti quali, ad esempio, la politica fiscale e monetaria, l’assistenza sanitaria, i programmi di diritto, la sicurezza nazionale, l’ambiente, il commercio ed il debito sovrano. Maggiore la ricerca su Google di tali termini chiave, maggiore l’incertezza stimata. È importante evidenziare che termini quali COVID-19, pandemia e virus sono ovviamente non inclusi nella lista dei termini di ricerca utilizzati per costruire l’indice EURQ.

I due grafici che seguono, il primo per gli Stati Uniti ed il secondo per l’Italia, mostrano che i livelli di EURQ hanno raggiunto nuovi, impensabili, record per entrambi i paesi.  

Per gli Stati Uniti, l’indice destagionalizzato al 31 marzo è del 12% oltre il picco raggiunto nel settembre 2008, dopo il crollo della Lehman Brothers. Aumenti dell’incertezza per gli Stati Uniti sono rilevati anche da altri indicatori di incertezza, quali la volatilità dei mercati finanziari o l’indice EPU, un indicatore di incertezza basato sul conteggio di specifiche parole nei quotidiani, si vedano Baker, Bloom, Davis e Terry (2020).

incertezza economica relativa alle queries degli Stati Uniti
incertezza economica relativa alle queries dell'Italia

Nel marzo 2020, dopo che il COVID-19 aveva iniziato a interessare l’economia statunitense, EURQ mostra che le ricerche di termini quali “buoni alimentari”, “indennità di disoccupazione” e “assicurazione contro la disoccupazione” sono aumentate. Molti lavoratori, trovandosi senza lavoro, hanno iniziato a cercare informazioni sui programmi di assistenza e sui pagamenti governativi. Nello stesso periodo, viene prestata molta attenzione alle risposte politiche per COVID-19. A titolo di esempio, la ricerca in Internet della frase “tassi di interesse” raggiunge il picco il 16 marzo – dopo che la Federal Reserve ha ridotto gli interessi a quasi zero – ed arriva, incredibilmente, a superare il numero di ricerche relative ad una parola estremamente popolare negli Stati Uniti, la parola “baseball”.

comparazione delle incertezze economiche

Possiamo anche dare un’occhiata alla distribuzione geografica delle ricerche su Internet e metterla a confronto con la distribuzione tra stati del reddito mediano delle famiglie, utilizzando la mappa tratta da U.S. Census Bureau, 2018 American Community Survey.

incertezze economiche, comparazione termini di ricerca su google  trends
incertezze economiche, comparazione termini di ricerca su google  trends

La query “tassi di interesse” sembra essere maggiormente rilevante negli stati con un alto reddito mediano, quali Washington, California, Alaska, Utah, Colorado e Virginia, mentre le ricerche della frase “buoni alimentari” prevalgono negli stati sud-orientali.

Con riferimento all’Italia, la serie temporale dell’indice EURQ mostra un chiaro break strutturale in corrispondenza della crisi del debito italiano, nel 2011, in seguito alla quale l’incertezza non è mai tornata ai livelli precedenti ma, piuttosto, ha mostrato una tendenza globale all’aumento. L’effetto del COVID-19 è, purtroppo, fin troppo chiaro: a marzo 2020 l’indice EURQ presenta un incremento del 49% rispetto a marzo 2019 ed un incremento del 47% rispetto a febbraio 2020. Questi aumenti sono più del doppio di quello osservato nel 2009, quando l’indice della produzione industriale registrò una caduta del 25% rispetto all’anno precedente.

Gli ordini di grandezza sono indubbiamente preoccupanti e, per questo motivo, in molti stiamo lavorando per anticipare l’evoluzione economica del nostro paese. Certamente, maggiore sarà il perdurare della pandemia, più elevata diventerà l’incertezza e più forti gli effetti moltiplicativi negativi sull’economia globale.

Tuttavia, ricollegandomi al contributo di Luca Lambertini, forse il virus-shock ci sta anche insegnando qualcosa. Una speranza per non vanificare il grande dolore che ha colpito tantissime persone. Probabilmente il sistema economico passato andrà almeno parzialmente ripensato, dando maggiore priorità alla cultura, alla ricerca, all’innovazione, ai servizi sociali, ad una più equa distribuzione del reddito, piuttosto che spingere verso la mancanza di rispetto e lo sfruttamento incontrollato delle risorse del pianeta, in preda alla miope ricerca del profitto ad ogni costo.


Approfondimenti bibliografici
Baker S. R., Bloom N., Davis S.J. and Terry S. J. (2020) “COVID-Induced Economic Uncertainty”.
Baker, S. R., Bloom N. and Davis S. J. (2016), “Measuring economic policy uncertainty”, The Quarterly Journal of Economics, Vol.131, No. 4, pp. 1593-1636.
Bloom, N. (2014), “Fluctuations in uncertainty”, Journal of Economic Perspectives, Vol. 28, No. 2, pp. 153-176.
Bontempi M.E., Frigeri M., Golinelli R. and Squadrani M. (2019) “Uncertainty, Perception and the Internet.” Quaderni – Working Paper DSE (1134), University of Bologna.
EPU index website: http://policyuncertainty. com/index.html

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Siamo studiosi e ricercatori dell’Università di Bologna accomunati dalla convinzione che una società colta sia meglio equipaggiata per affrontare i problemi di un mondo in rapidissima trasformazione.

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