COVID-19, dipendenze e informazione

COVID-19, dipendenze e informazione

Contributo di Laura Mercolini, Roberto Mandrioli

In questi giorni di lockdown, ci siamo abituati a un flusso costante di informazioni riguardanti gli argomenti più svariati, non solo strettamente sanitari, nell’ottica della loro correlazione con la pandemia di COVID-19 che si sta vivendo. Certe situazioni, invece, rischiano quasi di sparire dall’orizzonte degli eventi, dimenticate. Una di queste situazioni è rappresentata dalle dipendenze.

dipendenze da stupefacenti e alcool è un problema durante la pandemia e il lockdown

Si potrebbe dire: “Nient’affatto! Ogni giorno si legge delle Forze dell’Ordine che hanno multato persone uscite in cerca di stupefacenti, o fermato lo spacciatore in violazione del lockdown (oltre che della legge, ça va sans dire): sono tra le notizie più frequenti!” Certo. Ma, a nostro avviso, non si tratta di notizie che riguardino a giusta ragione la relazione più pericolosa tra dipendenze e pandemia; si tratta invece di notizie che hanno a che fare più che altro con l’ordine pubblico. Le dipendenze sono molto spesso trattate da queste specifiche angolazioni anche in tempi “normali”, a volte lasciando in secondo piano gran parte dei risvolti sociali, familiari, personali del dramma di chi soffre di questo problema. Ma oggi, quando tutto è rapportato alla pandemia, si rischia forse di dimenticare del tutto le dipendenze?

Ci fa forse un po’ sorridere la notizia del soggetto poco raccomandabile che viene multato per essere uscito a comprarsi stupefacenti, perché questa attività non è considerata indifferibile e si colloca all’interno della sfera della criminalità. Va tuttavia posta grande attenzione al fatto che la dipendenza da sostanze (e in generale, qualunque tipo di dipendenza) è a tutti gli effetti una patologia, riconosciuta come tale anche da tutti i più recenti manuali di psichiatria, ivi incluso il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM–5) [1] elaborato dall’American Psychiatric Association. Molti dei soggetti dipendenti da sostanze sono vittime del diffuso preconcetto che il consumo di sostanze illecite e la tossicodipendenza siano una libera scelta e che quindi sia per queste persone necessario sopportarne le conseguenze. Ciò ha ben poco a che fare con la nozione scientifica, più sopra ricordata, di dipendenza come malattia psichiatrica.

le dipendenze durante la pandemia di Coronavirus non sono facili da gestire

La normativa “d’emergenza” sulla pandemia di COVID-19 mantiene aperti i tabaccai e in libera vendita tutti gli alcolici, con le consuete limitazioni d’età. Ma giova forse ricordare che proprio alcool e tabacco, sommati, causano ogni anno in Italia un numero di vittime circa trecento volte più alto rispetto a tutte le altre sostanze d’abuso messe assieme [2,3,4]. Analogo andamento si osserva in altri Paesi industrializzati [5]. Nel frattempo, càpita di leggere notizie di questo tenore: “Boom di alcolici in quarantena, vendite che toccano il +250%” [6]. Sarebbe interessante intraprendere un’analisi più approfondita di questo fenomeno: il maggior consumo di alcool è dovuto anche allo stress dell’isolamento forzato? Chi ha problemi di dipendenza si sta forse orientando a usare anche alcool come surrogato delle sostanze stupefacenti, avendo difficoltà ad approvvigionarsi di queste ultime, ed essendo gli alcolici invece facilmente reperibili?

Ci sono poi svariate problematiche correlate alle dipendenze, comunque drammatiche, come la maggiore difficoltà, in questo periodo, nell’accesso ai servizi di assistenza per le dipendenze. Come i problemi generati dalla convivenza forzata, ventiquattr’ore su ventiquattro, di familiari o amici e persone con problemi di dipendenza, magari in difficoltà a causa del craving e dei sintomi d’astinenza. Come la maggiore suscettibilità alle infezioni (compresa COVID-19), dovuta all’immunosoppressione conseguente al consumo di sostanze d’abuso. Ancora peggio si trova, non ci sarebbe bisogno di sottolinearlo, chi è anche senza fissa dimora [7].

C’è poi chi scopre a causa del lockdown che un proprio familiare soffre di una dipendenza, ma a causa dell’isolamento non sa come agire, non sa come chiedere aiuto, ha paura di subire violenza; come sempre, le situazioni di indigenza e gli spazi in casa estremamente ridotti acuiscono tutti questi problemi [8]. Quest’ultima informazione ha un’origine piuttosto particolare: la presidentessa di Federcasalinghe. Tali associazioni raccolgono sempre più spesso le richieste d’aiuto dei cittadini in difficoltà, a maggior ragione durante questa pandemia.

E i ludopati, le persone con dipendenza da gioco d’azzardo? Qui, al contrario dell’alcool, i consumi sono apparentemente scomparsi, visto che le sale da gioco sono chiuse e nelle tabaccherie le macchine da gioco sono spente (comprese quelle per lotto e superenalotto). Purtroppo, però, chiunque può procurarsi la propria “dose” di gioco, comodamente da casa, sul web attraverso pc, tablet e smartphone! A dire il vero, però, il gioco online segnava + 27% sull’anno precedente già a febbraio 2020 [9], quindi prima di ogni lockdown. Figuriamoci adesso.


Note
[1] American Psychiatric Association, Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders Fifth Edition (DSM-5). American Psychiatric Association Publishing, Washington, 2013.
[2] Ministero della Salute, Rapporto 2018 sulla prevenzione e controllo del tabagismo. http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2851_allegato.pdf; 2018.
[3] QuotidianoSanità.it, Alcol. In Italia 435mila morti in 10 anni. Ecco l’identik dei bevitori, delle motivazioni e degli effetti in una ricerca Eurispes-Enpam. http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=66797; fonte: Indagine Eurisper-Enpam, 2018.
[4] Truenumbers.it, Quante sono le vittime della droga in Italia. https://www.truenumbers.it/morti-droga-italia/; fonte: Relazione annuale della Polizia di Stato, 2015. 
[5] Peacock, A., et al. (2018) Global statistics on alcohol, tobacco and illicit drug use: 2017 status report. Addiction, 113: 1905– 1926. https://doi.org/10.1111/add.14234. 
[6] Altarimini, Boom di alcolici in quarantena, vendite che toccano il +250%. https://www.altarimini.it/News133845-boom-di-alcolici-in-quarantena-vendite-che-toccano-il-250o.php; fonte: Istituto Superiore di Sanità, 2020.
[7] Next Quotidiano, Lo spaccio di droga con l’emergenza coronavirus (e la bomba dei tossicodipendenti in quarantena). https://www.nextquotidiano.it/spaccio-di-droga-coronavirus-tossicodipendenti/amp/; 2020.
[8] Leggo, Coronavirus, il dramma di molte famiglie: «In quarantena ho scoperto che mio figlio si droga». https://www.leggo.it/italia/cronache/coronavirus_dramma_molte_famiglie_quarantena_ho_scoperto_figlio_si_droga-5152918.html; fonte: Adnkronos, 2020.
[9] Gioconews, Casino games, a febbraio la spesa cresce del 27 per cento. https://casino.gioconews.it/online-2/51475-casino-games-a-febbraio-la-spesa-cresce-del-27-percento%20, 2020.

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Siamo studiosi e ricercatori dell’Università di Bologna accomunati dalla convinzione che una società colta sia meglio equipaggiata per affrontare i problemi di un mondo in rapidissima trasformazione.

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