Il mercato degli stupefacenti ai tempi del Coronavirus: tra deep web e criptovalute

Il mercato degli stupefacenti ai tempi del Coronavirus: tra deep web e criptovalute

Contributo di Michele Protti

Il rapporto dello European Monitoring Center for Drugs and Drug Addiction

A quanto pare, la mancanza di un mercato regolato non ha impedito ai consumatori europei di fare scorte di stupefacenti, soprattutto di Cannabis, a fronte delle misure di social distancing intraprese in questo periodo storico complesso e unico nel suo genere.

In Canada e in molti stati US, il timore per il lockdown messo in atto per contrastare la diffusione del virus durante lo scorso marzo ha spinto molte persone ad accalcarsi presso i loro rivenditori locali (e legali) di Cannabis per farne incetta. Secondo un recente report dello European Monitoring Center for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA), nello stesso periodo in Europa si faceva lo stesso, tranne che per il fatto che i canali maggiormente sfruttati per connettersi con i “rivenditori non regolamentati” erano ad appannaggio del deep web. Il deep web è infatti un modo per accedere a internet in modo completamente anonimo, dove non è possibile tenere traccia delle attività illecite come le compravendite di sostanze non regolamentate, ma lo approfondiremo in seguito.

stupefacenti, uno screen del sito Alphabay chiuso e sequestrato nel 2017
Uno screenshot del sito Alphabay (chiuso e sequestrato nel 2017)

Il rapporto dell’EMCDDA ha monitorato tre dei principali mercati di Cannabis sul deep web dell’Unione Europea, Agartha, Cannazon e Versus, per valutare come la pandemia COVID-19 abbia influenzato le loro vendite dal 1° gennaio al 31 marzo 2020. Hydra, che è stimato essere il più grande mercato illecito di stupefacenti in rete, non è stato incluso nello studio perché serve principalmente la Russia e i paesi dell’Europa orientale.

stupefacenti. numero di recensioni di prodotti per sito e per mese (gennaio- marzo 2020)
Numero di recensioni di prodotti per sito e per mese (gennaio-marzo 2020).
Fonte: EMCDDA Special Report COVID-19 and drugs – Drug supply via darknet markets

Le attività di mercato sono aumentate di più del 25% per il periodo considerato, trainate principalmente dalle vendite di Cannazon. I dati di mercato di Cannazon non fanno distinzione tra marijuana (le infiorescenze della Cannabis), hashish (la resina derivata dalla Cannabis) o altri prodotti derivati, afferma il rapporto. Nel corso dei primi tre mesi del 2020, i rivenditori hanno acquistato meno prodotti a base di Cannabis a scopo di redistribuzione al dettaglio, probabilmente perché i protocolli di social distancing renderebbero difficile vendere la Cannabis di persona, afferma il rapporto. D’altra parte, il numero di acquirenti che hanno acquistato Cannabis per uso personale è aumentato, ma sono diminuite le persone che hanno ordinato sul deep web sostanze generalmente utilizzate in occasioni “sociali” e di gruppo, come l’MDMA.

Il più grande dei tre mercati, Cannazon, ha venduto circa 4.3 milioni di euro di Cannabis nell’arco dei tre mesi considerati, pari a circa 1.6 tonnellate di prodotti: il quantitativo più comunemente acquistato si aggirava sui 10 grammi, per un costo medio di 125 euro.

stupefacenti. numero di vendite al dettaglio per formato (gennaio-marzo 2020)
Numero di vendite al dettaglio, per formato (Cannazon, gennaio-marzo 2020).
Fonte: EMCDDA Special Report COVID-19 and drugs – Drug supply via darknet markets.

Nonostante l’aumento delle vendite, nel periodo considerato è stata osservata una diminuzione degli introiti totali, il che indica che le persone hanno iniziato ad acquistare quantitativi inferiori e prodotti meno costosi.

stupefacenti. Valore dei prodotti in vendita (gennaio-marzo 2020)
Valore dei prodotti in vendita (Cannazon, gennaio-marzo 2020).
Fonte: EMCDDA Special Report COVID-19 and drugs – Drug supply via darknet markets.

La maggior parte delle sostanze vendute sul deep web proviene dal Regno Unito (47%), dalla Germania (30%) e dalla Spagna (6%), secondo il rapporto EMCDDA.

stupefacenti. principali prodotti acquistati (gennaio-marzo 2020)
Principali prodotti acquistati (gennaio-marzo 2020).
Fonte: EMCDDA Special Report COVID-19 and drugs – Drug supply via darknet markets

Il coronavirus sta portando gli utilizzatori di sostanze verso il deep web e le criptovalute

Il deep web ha compiuto da poco 20 anni. L’emergenza COVID-19 sta spingendo gli spacciatori e gli utenti lontano dalle strade, in un mercato in rapida evoluzione.

Nelle strade deserte delle più grandi città europee si mormora di spacciatori che “chiudono i battenti”, rifiutandosi di vendere a chiunque tranne che ai loro clienti più affezionati, preoccupati per i loro futuri approvvigionamenti. Infatti, come le imprese di alto livello, anche i cosiddetti “pusher” sono alle prese con la logistica dell’isolamento personale e con il caos provocato dalla crisi portata dal coronavirus sulle catene di approvvigionamento.

Ecco perché, secondo alcuni esperti, molti degli oltre 30 milioni di tossicodipendenti della Comunità Europea stanno ripiegando su un uso smodato e pericoloso di farmaci da prescrizione o si rivolgono ai mercati del deep web. I mercati dislocati sul deep web utilizzano una rete crittografata (Tor) per nascondere la posizione del server di un sito e offrono un modo per acquistare quasi tutto in forma anonima. I prodotti più popolari sono sostanze illecite, spedite poi per posta in cambio di criptovalute, come Bitcoin (BTC).

stupefacenti. uno screen del sito Silk Road, fino a qualche anno fa il mercato illegale più diffuso per acquistare stupefacenti tramite bitcoin
Uno screenshot del sito Silk Road (la Via della Seta), fino a qualche anno fa il mercato illegale
più diffuso per acquistare stupefacenti tramite Bitcoin.

Nel frattempo, gli scambi di criptovalute hanno visto un afflusso di nuovi utenti da quando è iniziato il blocco del coronavirus, alcune delle quali vedono addirittura triplicato il loro tasso di nuove iscrizioni. Ma, allo stesso tempo, i dati suggeriscono che questi nuovi arrivi non stanno commerciando o investendo in criptovalute. Invece, stanno depositando somme per l’utilizzo immediato. Queste somme, almeno in teoria, potrebbero essere destinate ad alimentare il mercato nero, non solo degli stupefacenti illegali, ma anche di altri prodotti scarsamente disponibili a causa della pandemia come mascherine per il viso e alla farmaci.

Comprare stupefacenti sul deep web significa prima acquistare Bitcoin

Il numero di persone in Europa che utilizzano il deep web come canale per l’approvvigionamento di sostanze stupefacenti è più che raddoppiato negli ultimi cinque anni, secondo i sondaggi di Global Drug Survey, a causa della vasta gamma di prodotti offerti, del sistema di recensioni dei fornitori e dei prodotti, della facilità di acquisto e della possibilità di non doversi esporre a situazioni di violenza e pericolo su strada.

Gli utenti pagano per beni acquistati sui mercati nel deep web utilizzando Bitcoin o altre criptovalute. Nel 2019, oltre 700 milioni di Euro in criptovalute sono stati riversati su tali mercati, secondo i dati della società di analisi blockchain Chainalysis.

I dati sono ancora troppo preliminari per poter affermare con certezza che negli ultimi mesi le persone abbiano “sbirciato” nell’abisso del deep web per la prima volta a causa di problemi con i loro fornitori regolari, ma di certo questo momento storico è potenzialmente “propizio” per un ragionamento di questo tipo.

È anche troppo presto per identificare chiaramente le interruzioni nella fornitura “regolare” di sostanze stupefacenti nel mondo reale. Ciò a cui si sta assistendo in termini di risposte da parte dei pusher di prima linea è una vendita più orientata all’ingrosso, applicando prezzi opportunistici o riducendo la purezza e la qualità dei loro prodotti. Risulta particolarmente preoccupante in questo momento la crescente disponibilità sul deep web di Fentanil, il cugino sintetico dell’eroina. Questa sostanza è 50 volte più potente dell’eroina e 100 volte più potente della morfina, risultando quindi in logistiche più semplificate, ma è anche molto più pericolosa per gli utilizzatori meno esperti e anche perché spesso viene utilizzata dai rivenditori al dettaglio per “tagliare” prodotti di scarsa qualità.

Il deep web non è immune ai problemi di approvvigionamento

La pandemia ha evidenziato la fragilità delle catene di approvvigionamento nelle industrie di tutto il mondo e quelle riguardanti la produzione di sostanze stupefacenti non fanno eccezione. Infatti, ci sono già notizie riguardanti aumenti dei prezzi di droghe presenti sul deep web a causa della carenza di prodotti chimici in arrivo dalla Cina: gli ingredienti chimici grezzi utilizzati per la produzione di metanfetamina e Fentanil provengono principalmente da questo paese, che è anche l’epicentro dell’epidemia. A quanto pare, anche le scorte dei cartelli Messicani si stanno esaurendo.

La carenza dei cosiddetti “precursori”, le sostanze chimiche che, miscelate e fatte reagire in laboratori clandestini danno vita a numerose droghe, sta limitando la gamma di sostanze che gli spacciatori ora sono in grado di offrire. E la maggiore instabilità e volatilità di alcune criptovalute sta influenzando anche i rivenditori.

Le interruzioni nelle catene di approvvigionamento globali potrebbero ostacolare la capacità dei venditori nel deep web di fare affari. Tuttavia, mentre la Cina è in fase di recupero da Covid-19, gli acquisti nei mercati sommersi già sembrano iniziare a riprendersi.

Le problematiche dei rifornimenti stanno anche diversificando le tipologie di prodotti in vendita nel deep web. La pandemia COVID-19 sta infatti spingendo i venditori a mettere in vendita clorochina e le introvabili mascherine protettive N95.

Vedendo come si è scatenata la corsa all’acquisto di medicinali come il paracetamolo, di mascherine per il viso e di gel per le mani, si sta inoltre assistendo a un aumento del numero di siti fake che dichiarano di avere accesso alle scorte di tali prodotti.

I pericoli del deep web

Come altri mercati illeciti, i mercati nel deep web sono pieni di rischi.

“Sono sicura che sarebbe allettante per alcuni rivolgersi ai mercati sul deep web e veder recapitate le loro droghe per posta, ma è probabile che molti utenti inesperti cadano vittime di truffe“, ha dichiarato Eileen Ormsby, uno dei massimi esperti di deep web.

Tra le truffe identificate da Ormsby vi sono siti di phishing progettati per replicare noti mercati e le “truffe selettive”, in cui i rivenditori autentici prendono di mira nuovi account, attribuendo a problematiche del servizio postale la mancata consegna della spedizione.

Mentre le forze dell’ordine continuano a limitare il fenomeno e a reprimere i fornitori, alcuni hacker e commercianti di contrabbando si stanno spostando verso sistemi innovativi dettati dalla situazione pandemica in corso e ad app di messaggistica crittografate come Telegram e WhatsApp, che promettono la crittografia end-to-end e includono strumenti per comunicare anonimamente.

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ParliamoneOra administrator

Siamo studiosi e ricercatori dell’Università di Bologna accomunati dalla convinzione che una società colta sia meglio equipaggiata per affrontare i problemi di un mondo in rapidissima trasformazione.

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