Pandemia, infodemia, fobocrazia. Quel nemico invisibile che ha spento e riacceso le luci sugli invisibili

Pandemia, infodemia, fobocrazia. Quel nemico invisibile che ha spento e riacceso le luci sugli invisibili

Contributo di Pierluigi Musarò

Il coronavirus è riuscito a imporsi nell’immaginario collettivo come il nemico invisibile, attraverso un linguaggio di guerra che nel giro di pochi giorni ci ha costretto a indossare la mascherina, facendoci docilmente accettare severe misure di confinamento e immobilizzazione. Perché l’emergenza smog o il cambiamento climatico non ci sono (ancora) riusciti? Quale il legame tra la pandemia e le scelte ecologiche ed economiche degli ultimi decenni? E quale il ruolo dei media e della politica nel rendere ipervisibile un’emergenza oscurandone un’altra, fino a pochi giorni prima spettacolarizzata?
Dall’ossessione per la sicurezza al diritto di respirare, dai confini chiusi per i migranti all’identità di una comunità che si immagina chiusa e rischia così di morire di asfissia. L’articolo di Pierluigi Musarò si interroga sul rapporto tra pandemia, infodemia e fobocrazia, proponendo narrative diverse e capaci di aprire nuove possibilità di solidarietà e giustizia sociale.

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Siamo studiosi e ricercatori dell’Università di Bologna accomunati dalla convinzione che una società colta sia meglio equipaggiata per affrontare i problemi di un mondo in rapidissima trasformazione.