Abuso di farmaci, antibiotici, vaccini

Abuso di farmaci – diffusione della resistenza agli antibiotici, vaccini

L’uso dei farmaci è sempre soggetto alla verifica del rapporto “beneficio e danno ” (da un lato guarisco o non mi ammalo, dall’altro i possibili effetti collaterali); si tratta è una valutazione che nemmeno il singolo medico può esprimere, in scienza e coscienza, in termini definitivi, ma solo la  disponibilità di dati scientifici, ottenuti da studi rigorosi, come gli studi controllati randomizzati (RCT), riduce la possibilità di rischio e di errore.

La scelta di usare un farmaco (con tutte le conseguenze, anche negative) non può essere lasciata al singolo paziente, questo in particolare quando l’abuso o il non uso induce danni anche alla Comunità: per quanto riguarda gli antibiotici si osserva il fenomeno della resistenza (che sta già riportando, fra le evenienze quotidiane della pratica medica, il decesso di pazienti per malattia infettiva batterica) mentre, per quanto riguarda i vaccini, il fenomeno riguarda la sostanziale inefficacia del farmaco specifico se, nella comunità, la soglia di copertura è troppo bassa (la famosa “herd immunity”).

Il farmaco, risultato della ricerca scientifica, deve quindi fare i conti con le idee ed i comportamenti di chi lo usa, di chi ne abusa e di chi lo rifiuta, sulla base di indicazioni ufficiali, esperienze personali e singoli casi, risultato della disponibilità di informazioni a volte troppo complesse ed a volte volutamente incomplete.

L’uso di farmaci e vaccini diventa quindi un esempio paradigmatico, pericoloso per la salute della Comunità, di come il rapporto fra la conoscenza scientifica e quella costruita in termini di senso comune produca dubbi e sfiducia nei confronti della ricerca scientifica.

Coordinamento:
Vittorio Sambri, Patrizia Selleri