Agricoltura Bio e non-Bio, sostenibilità, sicurezza e qualità

La legge europea qualifica i ‘prodotti biologici’ freschi o trasformati (pane, pasta, vino..) quali ‘prodotti ottenuti sfruttando gli equilibri naturali dell’ambiente’, dove fertilizzanti e agrofarmaci di sintesi sono banditi, gli input esterni ridotti al minimo e la fertilità del suolo è mantenuta in modo naturale.

Molti consumatori acquistano cibo ‘bio’ come una precisa scelta di carattere salutistico, etico, politico e di ‘sostenibilità ambientale’, fattori questi che inevitabilmente investono l’agricoltura -e le scelte produttive ad essa associate- di un importante ruolo socio-economico che va ben oltre la basilare finalità alimentare.

Ma quali agrofarmaci sono usati in agricolturta bio e non bio? Cosa sappiamo sulla loro tossicità per l’uomo, sui residui che arrivano sulle nostre tavole, sull’impatto che hanno sull’ambiente e sulla fertilità del suolo? 

A fronte di un giusto e consapevole ruolo di responsabilità che l’agricoltura oggi deve assumersi, occorre tuttavia fare chiarezza sui diversi metodi produttivi e riflettere sulla reale sostenibilità e adeguatezza dell’agricoltura bio a confronto del non-bio in risposta all’urgenza di salvaguardare o ripristinare le risorse naturali del nostro pianeta e, al contempo, riuscire a sfamare una popolazione sempre più numerosa.

Coordinamento:
Elena Baraldi, Roberta Paltrinieri

Contributi:
Marina Collina, Ilaria Braschi e Giovanni Burgio