Comunicazione, scienza e pseudo-scienza al tempo dei social – strumenti per capire invece di credere

Giornali, radio, televisioni e social media contribuiscono alla diffusione di notizie su fenomeni paranormali, previsioni astrologiche, contatti con gli extraterrestri, cure miracolose, leggende urbane e falsificazioni storiche, trattate in modo acritico, senza alcun criterio di controllo. E se ciarlatani, furbetti e fanatici sono sempre esistiti, la differenza oggi sta nella possibilità di raggiungere simultaneamente, senza mediazione e in modo mirato, milioni di persone. Interessi economici e politici usano questi strumenti per diffondere informazioni false, distorte o faziose, provocando l’immaginazione collettiva con teorie del complotto che trovano terreno fertile in un’opinione pubblica spesso sfiduciata. 

Come contrastare questa deriva verso la disinformazione? Servono anticorpi per difenderci dalle manipolazioni, strumenti che ci permettano di distinguere le fonti attendibili da quelle che non lo sono, e che ci spieghino come analizzare in modo critico le informazioni che ci arrivano. Solo la diffusione di una reale cultura scientifica può fornirci gli strumenti per distinguere la scienza dalla pseudoscienza.

Questo è il compito di chi comunica la scienza, quindi anche della scuola, dell’università, degli operatori dell’informazione. Ma siamo sicuri che il modo in cui parliamo di scienza (e al tempo stesso delle discipline umanistiche ed artistiche) sia corretto, efficace e al passo con i tempi? Che sia chiaro e fruibile dai non addetti ai lavori?

Le nostre competenze sono a disposizione per discutere pubblicamente di questi temi in incontri e dibattiti, avvalendoci anche della collaborazione di numerosi professionisti nel settore. Siamo anche disponibili per avviare progetti con le scuole che abbiano voglia di esplorare nuove direzioni.

Coordinamento:
Dario Braga, Giovanna Cosenza, Marco Ciardi, Barbara Zambelli

Contributi:
Vincenzo Matera, Alessandro Iannucci, Sebastiano Moruzzi

Eventi:
10 maggio 2019, San Marino: Pseudo-Scienza. Che fare per proteggere il cittadino?