Dario Braga, Giovanna Cosenza e Barbara Zambelli

Giornali, radio, televisioni e social media contribuiscono alla diffusione di notizie su fenomeni paranormali, previsioni astrologiche, contatti con gli extraterrestri, cure miracolose, leggende urbane e falsificazioni storiche, trattate in modo acritico, senza alcun criterio di controllo. E se ciarlatani, furbetti e fanatici sono sempre esistiti, la differenza oggi sta nella possibilità di raggiungere simultaneamente, senza mediazione e in modo mirato, milioni di persone. Interessi economici e politici usano questi strumenti per diffondere informazioni false, distorte o faziose, provocando l’immaginazione collettiva con teorie del complotto che trovano terreno fertile in un’opinione pubblica spesso sfiduciata.

Come contrastare questa deriva verso la disinformazione? Servono anticorpi per difenderci dalle manipolazioni, strumenti che ci permettano di distinguere le fonti attendibili da quelle che non lo sono, e che ci spieghino come analizzare in modo critico le informazioni che ci arrivano. Solo la diffusione di una reale cultura scientifica può fornirci gli strumenti per distinguere la scienza dalla pseudoscienza.