Etica e intelligenza artificiale. “Occupazione” umana e robotica

L’intelligenza artificiale sta cambiando il nostro lavoro, il nostro tempo libero, la nostra politica, la nostra società, la nostra vita.

Se la nascita ufficiale di questa disciplina risale a un workshop tenutosi a Dartmouth nel 1956 e le tecniche principali si sono sviluppate nel corso di molti decenni, gli ultimi anni sono stati testimoni di  un’accelerazione  impressionante nell’utilizzo degli strumenti basati sull’Intelligenza artificiale negli ambiti più diversi. E mentre gli aspetti tecnologici e scientifici sono ancora abbastanza dominati, le implicazioni economiche, etiche, legali e sociali stanno sfuggendo a una comprensione chiara e suscitano molte domande.

Molti lavori non esisteranno più ma ne saranno creati di nuovi e, se si, di che tipo?  La  quarta rivoluzione industriale creerà nuove opportunità per le aziende oppure queste si troveranno ad affrontare una competizione sempre più aspra e globale? Le decine di miliardi di euro che Cina e USA stanno investendo in queste tecnologie creeranno nuovi equilibri geopolitici?

Intelligenza artificiale parliamoneOra

La cosiddetta etica delle macchine è davvero un aspetto rilevante per poter usare sistemi artificiali in grado di prendere decisioni autonome, o è invece una speculazione accademica di moda da una decina d’anni a questa parte? E quando saranno definite con chiarezza le norme riguardanti la responsabilità giuridica per questi sistemi?

Siamo davvero sicuri che quando scegliamo una trasmissione televisiva, un prodotto sul Web o anche una candidato alle elezioni abbiamo esercitato il nostro libero arbitrio e non abbiamo invece seguito le indicazioni di un sistema di raccomandazione specializzato sulla nostra persona?

E infine: la singolarità tecnologica, con le macchine che sfuggono al controllo umano, è fantascienza o è davvero possibile?

Di queste e molte altre domande discuteremo con persone provenienti da varie discipline, cercando di orientarci in un panorama sempre più complesso e di capire il senso della famosa affermazione di  Stephen Hawking: “In short, the rise of powerful AI will be either the best or the worst thing ever to happen to humanity”.

Coordinamento: Maurizio Gabbrielli 

Contributi da Aldo Gangemi (Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica) Andrea Omicini (Dipartimento di Informatica – Scienza e Ingegneria) Giovanni Sartor( Dipartimento di Scienze Giuridiche) Paolo Torroni (Dipartimento di Informatica – Scienza e Ingegneria)