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Evoluzione, prossima fermata?

Venerdì 24 maggio 2024 dalle 17:30 alle 19:30

Luogo: spazio polifunzionale UNIone, Aula 1, Via Azzo Gardino 33, Dipartimento di Scienza della Comunicazione.

Link Teams: https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3acca9aea7050544a09a787bcf660d3593%40thread.tacv2/1715365204513?context=%7b%22Tid%22%3a%22e99647dc-1b08-454a-bf8c-699181b389ab%22%2c%22Oid%22%3a%2204475b48-7f71-4352-823b-7fd9c0a68b40%22%7d

Breve descrizione dell’incontro

L’evoluzione è un processo fortemente storico e la biologia evoluzionistica è un campo che unisce storia e scienza. Infatti, quando si raccontano i processi evolutivi si guarda generalmente indietro al passato ma, specialmente a fronte dei rapidi cambiamenti che stiamo osservando e che rappresenteranno la più grande sfida per la nostra specie negli anni a venire, è sempre maggiore l’interesse di capire se ci sarà un’evoluzione in futuro (spoiler: certamente sì), come sarà questa evoluzione e se i processi evolutivi si stanno svolgendo nel presente esattamente allo stesso modo in cui si sono svolti nel passato.

Cosa significa esattamente evoluzione? Quali sono gli approcci più moderni per lo studio dell’evoluzione? Qual è il rapporto tra ambiente e cambiamento evolutivo? La nostra specie si sta ancora evolvendo? Quale sarà il futuro? Possiamo salvaguardare la biodiversità e fermare una sesta estinzione di massa?

Parliamone Ora!!

Moderatrice/Chair: Prof.ssa Maria Giovanna Belcastro, Unibo.

Programma:

  1. Introduzione: gli equivoci sull’evoluzione (Prof. Fabrizio Ghiselli, Unibo. Durata 10 minuti).

Quali sono gli equivoci più grandi quando si parla di evoluzione biologica? Cosa significa “evoluzione”? Come funziona l’adattamento? L’evoluzione produce sempre miglioramenti? Esistono specie viventi “meno evolute”? Una breve carrellata sugli equivoci e sulle “fake news” più diffuse quando si parla di evoluzione.

  • Dai fossili alle molecole: approcci moderni per integrare dati su organismi estinti e viventi nello studio dell’evoluzione. (Prof. Davide Pisani, University of Bristol. Durata 20 minuti). Come si studia l’evoluzione biologica? Cosa ci dicono paleontologia, genomica comparata ed evoluzione molecolare sui processi evolutivi e sulle maggiori transizioni nell’evoluzione degli organismi? Quali sono punti di forza e limiti di questi approcci? Come possiamo integrarli e quali sono i vantaggi di un approccio trasversale?
  • Le modificazioni indotte dall’ambiente possono avere un ruolo nell’evoluzione? (Prof.ssa Liliana Milani, Unibo. Durata 15 minuti).

Sempre più studi documentano come i cambiamenti epigenetici (mutazioni che non interessano la sequenza del DNA) potrebbero rappresentare un meccanismo attraverso il quale l’esposizione di un essere vivente a fattori ambientali (ad esempio sostanze chimiche tossiche, restrizioni nella dieta, stress) potrebbe avere effetti transgenerazionali su varie caratteristiche, tra cui anche la salute. Diverse ipotesi sul possibile e peculiare ruolo dell’eredità epigenetica nell’evoluzione sono state anche avanzate e saranno discusse.

  • L’evoluzione umana continua? (Prof. Marco Sazzini, Unibo. Durata 20 minuti).

Quando si parla di evoluzione umana si focalizza spesso l’attenzione sui processi che a partire da alcuni milioni di anni fa hanno determinato dapprima la comparsa del genere Homo e poi, molto più recentemente, la differenziazione della nostra specie. Questo potrebbe far supporre che con la nascita di Homo sapiens il romanzo che narra la storia evolutiva umana sia giunto al capitolo conclusivo. In realtà la biodiversità umana attuale, seppur confinata all’interno di un’unica specie, testimonia come i processi evolutivi abbiano continuato e continuino tuttora ad agire nelle diverse popolazioni umane, dando loro la possibilità di fronteggiare una grande varietà di contesti ambientali, nutrizionali o legati alla presenza di specifici patogeni.

  • Siamo alle soglie della sesta estinzione? Quale futuro ci aspetta? (Prof. Maurizio Casiraghi, Unimib. Durata 20 minuti).

L’impatto dell’uomo sulla biodiversità è un dato di fatto e la crisi a cui assistiamo in ampi settori del mondo vivente ne è la prova drammatica e concreta. Il tempo è giunto: non possiamo più permetterci di pensare che la salvezza dell’uomo non sia anche la salvezza di tutte le altre specie viventi. Prima capiremo che l’unica soluzione è salvarsi insieme, prima riusciremo a pensare a una strategia efficace. Sta a noi cambiare atteggiamento verso il pianeta e i suoi condomini, perché un mondo senza orsi, libellule e rotiferi non è solo meno bello, ma rischia di essere un luogo per noi sempre meno ospitale.

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