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Il più antico gioiello decorato in Eurasia ha un’età di 41,500 anni e si trova in Polonia

Adoro l’arte e tutto ciò che c’è dietro, per non parlare poi di gioielli, che sono i migliori amici delle donne, o forse lo erano i diamanti? beh non ricordo più, anche se un diamante è sempre incastonato in un gioiello e quindi… Da quando ci piacciono i gioielli? Da quando li indossiamo? Da quando…? Domanda che a me personalmente perseguita da quasi 22 anni oramai, visto che lavoro con l’orologio che scandisce il tempo del nostro passato, ossia il radiocarbonio.

L’articolo che abbiamo appena pubblicato risponde a una delle tante domande che riguardano l’evoluzione umana: Quando abbiano iniziato a decorare gioielli? O meglio, a plasmare con le nostre mani, beh forse quelle di un nostro lontano antenato, l’avorio? Quando abbiamo iniziato a pensare di fare arte? La scoperta – riportata su Scientific Reports, rivista del gruppo Nature – celebra in modo scientifico la sottile linea della bellezza, io aggiungerei la bellezza evolutiva, forse anche la vanità o semplicemente un gioiello con cui gli gli uomini antichi hanno comunicato, celebrato, o descritto la vita sin dall’inizio dei tempi.

Può essere un cliché dire che l’arte è una forma di comportamento simbolico e di cognizione moderna vecchia quanto l’umanità stessa. Tuttavia, in Europa, le prove finora hanno mostrato che l’espressione artistica, come le figurine/statuette, ogni tipo di ornamento personale, sono associati con l’emergere di innovazioni culturali introdotte dall’Homo sapiens nel Paleolitico superiore. La prima manipolazione non sofisticata, ossia non decorata, su denti di animali è documentata in Bulgaria, intorno ai 46.000 anni BP. Mentre i processi di fabbricazione elaborati, quindi decorazione, e altamente sofisticati fatti dall’Homo sapiens sono stati ritrovati nel Giura Svevo prima di 40.000 anni fa. Ma la certezza cronologica purtroppo non l’abbiamo, visto che gli oggetti non sono mai stati datati direttamente, ma sono interpretazioni dovute al livello archeologico dove sono state ritrovate…. Beh peccato anche che questo livello sia un mescolamento di strati archeologici diversi (vecchi e moderni). Nonostante questo ‘piccolissimo’ particolare, e le virgolette servono a far capire l’ironia dietro la parola piccolissimo, dicono che l’innovazione culturale si propaga proprio dalla Germania dove la produzione di valori altamente simbolici e di processi tecnologici complessi, come gli oggetti decorativi punteggiati, ha iniziato ad essere riconosciuta in tutta Europa.

Tuttavia, come molto probabilmente avete intuito, la questione riguardante l’inizio dell’esplosione artistica è ancora impegnativa perché è circondata da studi insufficienti, e a volte impossibili, in cui la cronologia gioca un ruolo fondamentale.

Il nostro studio è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports con il titolo “A 41,500 year‑old decorated ivory pendant from Stajnia Cave (Poland)” e riporta la scoperta e la datazione diretta di un ciondolo d’avorio decorato dalla grotta di Stajnia in Polonia. Questo gioiello decorato da 50 puntini che disegnano una curva circolare irregolare è stato creato 41.500 anni fa. Fino a prova contraria, come tutto nella scienza del resto, questa datazione ci permette di dire che questo è il più antico ornamento decorato in Eurasia e retrodata di 2.000 anni lo sviluppo di questo tipo di decorazione da parte dei primi Homo sapiens arrivati in Europa.

Come tutti sappiamo l’arte influenza la società cambiando le opinioni, instillando valori e traducendo le esperienze attraverso lo spazio e il tempo. Negli ultimi decenni, abbiamo spesso letto che gli oggetti artistici sono “portatori dell’identità delle persone”, artefatti che riflettono “il cambiamento delle condizioni sociali e demografiche”, “marcatori dell’identità etnica e personale” e dulcis in fundo “espressioni archeologiche di abilità cognitive moderne e prove dell’acquisizione di un linguaggio orale articolato”. Quindi cosa un gioiello vecchio di 41,500 anni fa avrà cambiato nella storia della gente di allora?

Immaginatevi che cosa, colui che l’ha forgiato, ha immaginato prima di mettersi a farlo, quale sarà stato il suo pensiero? perché ha disegnato accuratamente i puntini sull’avorio? E più lo guardo e più mi stupisco della straordinaria capacità manipolativa che deve avere avuto, degno di un gioielliere di DIOR, Cartier, o Bulgari messi insieme.

Comunque, bisogna rendersi conto che indagare l’arte paleolitica usando il preciso ticchettio dell’orologio radiocarbonico è impegnativo, specialmente quando comporta la distruzione di manufatti preziosi e unici. Grazie però agli ultimi progressi strumentali e l’aiuto della multidisciplinarietà, nel nostro laboratorio BRAVHO, siamo riusciti a ridurre al minimo la quantità di materiale da campionare e ottenere ugualmente date molto precise e con un intervallo di errore molto piccolo.

In fine, questa nuova ricerca sottolinea l’importanza di datare direttamente l’arte mobile per risolvere l’intrigante puzzle dell’emergere del comportamento simbolico e della cognizione moderna nell’evoluzione umana.

Per maggiori informazioni potete rivolgervi a Sahra Talamo Dipartimento di Chimica “Giacomo Ciamician”, Università di Bologna.

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