Blog

Dedichiamo il blog di ParliamoneOra alla raccolta di contributi e impressioni “al tempo del Coronavirus”: una testimonianza a più voci e da punti di osservazione diversi di docenti, ricercatori e ricercatrici dell’Università di Bologna.

Per inviare contributi scrivere a Dario Braga o Alessandro Iannucci.
Il blog è curato da Manuela De Vivo.
 

L'evoluzione dell'epidemia e la stima degli scenari futuri

Ogni volta che si cerca di modellare un fenomeno complesso, il rischio è quello di banalizzare. Tuttavia, in fisica e in ingegneria, un approccio basato su poche ipotesi, purché chiare, è spesso molto utile per cercare di catturare i tratti più importanti di un fenomeno. Un semplice modello della crescita epidemica può essere formulato decidendo di controllare il numero N(t) di persone infette ad un certo tempo t. La popolazione, supponiamo, sia Nmax. La popolazione può riferirsi a una regione, a una nazione o all’intero pianeta. (Contributo di Antonio Barletta e Beatrice Pulvirenti)

E se domani… tutto tornasse come prima? Comunicazione, informazione e valore della conoscenza prima e dopo il Coronavirus

E se domani, io non potessi rivedere te... Mai più profetiche potevano essere le parole dell’evergreen cantato da Mina, tornata in questi giorni sui nostri schermi in occasione dei suoi 80 anni. Stefano Massini, nel dossier dedicato da «Robinson» sabato 21 marzo, interpreta il “metaforico” titolo alla luce della nostra storia politica, correva l’anno 1964: “Non v’era abbastanza per dubitare del poi?”, commenta. Quella canzone mutatis mutandis riafferma oggi la sua attualità. (Contributo di Silvia Mei)

Diseguaglianze, classi sociali e diritto alla salute. La giustizia secondo Platone al tempo del coronavirus

Nel bel contributo pubblicato qualche giorno fa su questo blog, La sfera pubblica al tempo della pandemia, Mario Neve riprende il Protagora di Platone, ricordando che Zeus donò agli uomini, affinché non si autodistruggessero per via della loro ferinità, la politica, ovvero aidos (il rispetto) e dike(la giustizia). (Contributo di Giorgio Tassinari)

La privacy ai tempi del coronavirus.

L’Italia è stretta nella morsa del divieto di uscire di casa. Tale obbligo rappresenta una fortissima limitazione delle libertà individuali e comporta costi economici enormi, ma sembra essere l’unica risposta adeguata in un contesto di rapida espansione del contagio con tragiche conseguenze. (Contributo di Giovanni Sartor)

La Scuola in emergenza rivela l’emergenza educativa

Questa drammatica situazione di pandemia nel nostro Paese ha messo a nudo, in queste settimane, le enormi difficoltà del nostro sistema sanitario. Decenni di disinvestimenti sulla Sanità Pubblica si stanno riversando su decine di migliaia di malati e sulle spalle di medici e operatori sanitari tutti, richiedendo loro sforzi e sacrifici incredibili.Certo è principalmente su questo che oggi orientiamo giustamente le nostre attenzioni, ed è ancora sulle politiche sanitarie future che dovremo indirizzare le nostre preoccupazioni ed energie quando inizieremo a ri-costruire; e, speriamo, a ricostruire in una prospettiva democratica. (Contributo di Ira Vannini)

I denominatori sono importanti! Tasso di letalità e tasso di mortalità per capire l’impatto epidemiologico del Coronavirus

In Palombella Rossa di Nanni Moretti, un ottimo regista italiano, vi è una scena molto nota e incredibilmente attuale nella quale il protagonista, un ex-funzionario di partito rimasto senza memoria, se la prende con una giornalista schiaffeggiandola ed urlandole: “Ma come parla? Le parole sono importanti!” Credo che ora più che mai, come sta accadendo in questa epidemia da Coronavirus, questa scena immortali un problema con cui noi tutti ci stiamo confrontando. Affidandoci alla grande informazione sentiamo tranquillamente parlare o leggiamo scritto di mortalità in Italia al “7 o 10%” per il COVID-19, senza effettivamente mai vedere esplicitato che cosa sia il “100” della percentuale. (Contributo di Davide Gori)

Capitalismo virale. La necropolitica di Bolsonaro e il destino del Brasile all’epoca del coronavirus

É difficile, per me che ho vissuto in Brasile per 24 anni, parlare del Covid 19 guardando solo all’Italia, oggi. Ho infatti visto il pronunciamento del Presidente della Repubblica brasiliano, Jair Messias Bolsonaro. Allontanandosi da quella che è, ormai, la posizione di quasi tutti i capi di stato del mondo, Bolsonaro ha affermato che il Covid 19 è un semplice raffreddore, una febbricola che non giustifica misure di contenimento come il distanziamento sociale, ormai adottata nella maggior parte dei paesi. (Contributo di Giulia Crippa)

Come uscire dalla crisi ? Ripensare le regole dell’economia globale

La gravissima crisi economica che da ora in avanti interesserà il mondo necessita di risposte non standard. Le previsioni economiche ci prospettano un futuro assai fosco: per l’Italia -8%, un po’ meno per US e Europa. L’elemento negativo è la sincronizzazione della crisi che colpisce tutto il mondo occidentale allo stesso tempo, con la stessa intensità. La linea che fa preoccupare è la linea azzurra che mostra un picco negativo attorno al -12 per cento (a livello globale) con una ripresa altrettanto rapida attorno alla fine del terzo trimestre. (Contributo di Massimiliano Marzo)

La Salute è Unica

Il corso della storia viene descritto come il graduale dominio dell’uomo sull'ambiente. Gli ultimi anni del’900 sono conosciuti come l’era post-infettiva e sono stati caratterizzati da un grande ottimismo nel mondo della medicina. La scoperta degli antibiotici ha permesso di controllare alcune gravi malattie letali dell’uomo e la messa a punto dei vaccini ha ridotto l’incidenza di malattie letali o invalidanti come il vaiolo e la poliomielite. I microorganismi, inclusi quelli patogeni, rappresentano 25 volte la biomassa di tutte le forme di vita presenti sul nostro pianeta, uomo incluso. (Contributo di Alessandra Scagliarini)

Fotogrammi delle città deserte. Il racconto nelle foto degli studenti

Quando ho cominciato a fare lezione su TEAMS, nella prima settimana di sperimentazione, dopo sette giorni di blocco dell’attività didattica e mentre si stava delineando la nuova condizione di isolamento forzato, mi è sembrato subito di capire che forse, accanto ai contenuti che potevano ascoltare in questa nuova modalità di lezione, per gli studenti fosse importante sentirsi e rivedersi, fare rete, attestare una presenza, esserci.(Contributo di Claudio Marra)

2020: Odissea verso dove lo dobbiamo decidere noi

In queste settimane abbiamo tutti più tempo per pensare; non dico riflettere –parola che ha una sua pretenziosità – ma pensare, a casa, col naso all’insù, guardando un soffitto o una parete che è lì da qualche decennio ma che, in fondo, ci pare di non aver mai visto prima. E stamattina, al risveglio, mentre qualche uccellino felice della vita cantava incurante del freddo improvvisamente ritornato, pensavo ai tanti decenni già vissuti, a che messaggio ci abbiano portato, a che cosa ci possa dire l’oggi. (Contributo di Lea Querzola)

Previsioni, profezie e modelli ai tempi del Coronavirus

Ho cominciato ad interessarmi all'andamento del COVID-19 dal 22 febbraio, se devo confessare la motivazione vera, si è trattato di una reazione di irritazione per i titoli e gli annunci che giornali e TV strombazzavano in quei primi giorni, talvolta anche citando autorevoli colleghi, sicuramente travisando il loro messaggio. Ovunque si parlava di progressione esponenziale della diffusione del virus con toni da apocalissi prossima ventura. Mi occupo di stime di modelli statistici nella mia attività didattica e di ricerca da (ahimè) quasi 40 anni e quando sento parlare di modelli di crescita esponenziale mi viene l’orticaria.(Contributo di Ignazio Drudi)

Reazioni a catena: il COVID-19 e la Cinetica dei Reattori Nucleari per capire il tasso netto di riproduzione

Sebbene sembrino apparentemente distanti, le discipline della Fisica dei Reattori Nucleari e l’Epidemiologia hanno in realtà almeno una cosa che le accomuna: il concetto di reazione a catena. È certamente vero che l’oggetto principale delle due discipline, il nocciolo di un reattore a fissione e una popolazione soggetta a contagio epidemico, sono due sistemi radicalmente differenti. (Contributo di Emanuele Ghedini)

Davvero niente sarà più come prima?

Niente sarà più come prima. Se tornasse “tutto come prima” vorrebbe dire che non avremmo capito molto e, soprattutto, che non avremmo imparato niente. Non avremmo capito che chi non protegge e non promuove l’ambiente predispone di continuo alcune condizioni che facilitano le epidemie e altri guasti. Non avremmo capito che è giusto e “democratico” che le decisioni che valgono per una comunità debbono essere prese dai politici scelti attraverso elezioni free and fair e che gli eletti hanno l’obbligo costituzionale e morale di assumersene personalmente sempre tutta la responsabilità. (Contributo di Gianfranco Pasquino)

Il coronavirus come fatto sociale totale: l’impatto culturale dell’epidemia

Ci sono due aspetti della diffusione del coronavirus Covid-19 che mi sento di poter evidenziare e che mi sollecitano una riflessione. Primo, gli aspetti legati agli impatti che un processo globale come senza dubbio è l’epidemia/pandemia ha esercitato sulla dimensione locale. Secondo, il carattere di vero e proprio fatto sociale totale che tale fenomeno presenta. I due aspetti sono collegati: allorché un processo globale investe e travolge una località (paese, regione, nazione, continente) si configura nella percezione delle persone coinvolte come un fatto sociale totale. (Contributo di Vincenzo Matera)

Un destino comune: diritti dell’uomo e diritti della Terra.

Sono una giurista, e sono convinta che il ruolo della nostra categoria, in questo momento di emergenza sanitaria globale, si debba limitare a sostenere lo sforzo collettivo verso l’obiettivo di limitare la diffusione del virus. Intendiamoci, tutti dobbiamo essere costantemente vigili rispetto all’uso legittimo da parte del “Sovrano” dei poteri che gli sono stati attribuiti in Costituzione, ma nel caso attuale non sembra vi siano rischi per la democrazia del Paese. (Contributo di Silvia Bagni)

La ricerca di base ai tempi del coronavirus

Ce lo dicono la Storia e la Scienza, due campane alle quali siamo generalmente piuttosto sordi, per poi ritrovarci ad additare come “Cassandre” chi invece vi presta attenzione. Recentemente, per ovvi motivi, è tornato molto popolare un TED talk di Bill Gates, registrato nel 2015 ed intitolato: “The next outbreak: we’re not ready”. Ma possiamo anche andare ulteriormente indietro negli anni e “scoprire” che l’epidemiologo Larry Brilliant (nomen omen?) nel 2006 aveva espresso grande preoccupazione per l’arrivo di una assai probabile pandemia. (Contributo di Fabrizio Ghiselli)

Come (e se) ci cambierà il virus….riflessioni di un giurista

Ritrovarsi di colpo solo, in un’aula vuota con dei guanti, una mascherina al collo e un paio di cuffie microfonate a parlare ad uno schermo…dall’altra parte mentre la voce corre sul filo dei byte… i tuoi studenti smaterializzati da un virus da un giorno all’altro, ma pronti a dialogare, ad apprendere, a desiderare conoscenza giuridica magari mentre mangiano una merendina davanti al monitor… (Contributo di Antonello De Oto)

La libertà necessaria: diritto alla vita, libertà individuali e il rischio dell’autoritarismo

Il tempo del coronavirus ci mette di fronte a un conflitto tra diritti fondamentali. Quello della salute e quindi della vita e quello delle libertà individuali. Oggi il primo prevale sui secondi. Il rischio di perdere molte vite ha portato il nostro governo, come molti altri in Europa, a limitare la libertà di circolazione e di movimento. (Contributo di Piero Ignazi)

La luce alla fine del tunnel... beati siano coloro che vivono in tempi interessanti

L’epidemia SARS del 2002 è stata una sveglia importante. Ha messo in evidenza che, nonostante il controllo capillare che pretendiamo di avere sull'ambiente, ci sono ancora là fuori “bugs” insidiosi pronti ad attaccarci. La SARS è stata una polmonite da infiammazione acuta causata dal virus SARS-Co, un agente infettivo estremamente piccolo formato da un guscio proteico che racchiude un piccolo mRNA con l’informazione indispensabile per sintetizzare le proteine del suo involucro. (Contributo di Anna Rita Migliaccio)

La didattica online ai tempi del Coronavirus

La peste del 1347 – mi raccontava un’amica esperta di storia dell’arte - mentre devastava le botteghe e la circolazione degli artisti, permise ad alcune innovazioni artistiche eterodosse di svilupparsi, approfondirsi e fissarsi. Il Quattrocento di Masolino e Masaccio, per semplificare, era dietro l’angolo. L’innovazione necessaria, insomma… Se ne può trarre spunto per leggere ciò che sta accendo in università nelle settimane dell’epidemia COVID-19, magari cercando anche qualche idea sul punto da cui riprendere quando l’emergenza sarà alle nostre spalle. (Contributo di Nicola Arcozzi)

Diario di un medico (quasi) in trincea

Condivido la mia esperienza di medico al tempo del Covid-19, dal mio osservatorio di Forlì che percepisce direttamente solo una piccolissima parte della vicenda (almeno per ora). La prima impressione è che, nonostante le prove generali della SARS che ci avrebbe, con senno di poi, dovuto insegnare qualcosa, le organizzazioni sanitarie di tutto il mondo siano state colte impreparate dalla velocità della epidemia-pandemia. (Contributo di Claudio Vicini)

«Tana libera tutti»: oltre lo sciamano, la politica.

Da giorni la comunicazione corre sul web, rendendo possibile celebrare il legame sociale attraverso lo scambio di messaggi e informazioni, o persino organizzando flash mob collettivi su balconi e condomini: eventi controversi a metà strada tra il folklore e i rituali festivi, che a taluni paiono poco congruenti in un momento difficile e doloroso, mentre per altri costituiscono una cerimonia importante per rinsaldare un’appartenenza collettiva. (Contributo di Pina Lalli)

Il mondo visto da un punto fisso, ovvero dell’assenza di cambiamento

In Smoke, film di Wayne Wand e Paul Auster, ripreso da ‘Il racconto di Natale di Auggie Wren’ testo di Auster stesso, Harvey Keitel, nella parte del tabaccaio newyorkese Auggie Wren, ogni giorno scatta una foto dalla porta del proprio negozio che è a un incrocio di strade. (Contributo di Paolo Leonardi)

Ai tempi di Narsete scoppiò una pestilenza

“Ai tempi di Narsete scoppiò una pestilenza gravissima che colpì soprattutto la provincia di Liguria… Dappertutto era lutto, dappertutto lacrime. Poiché si era sparsa la voce che fuggendo si poteva scampare al flagello, le case venivano abbandonate dagli abitanti e solo i cani vi restavano a fare la guardia. Le greggi rimanevano da sole nei pascoli, senza più pastore. (Contributo di Maria Giuseppina Muzzarelli)

Quelli che una buona dormita passa tutto...

La pandemia di COVID-19 e le misure di contenimento del contagio adottate nel nostro paese hanno profondamente cambiato le vostre vite. Sicuramente questa nuova situazione ha richiesto un drastico ridimensionamento della nostra vita sociale, ora limitata ai familiari conviventi. (Contributo di Giovanna Zoccoli)

Emozioni sonore al tempo del coronavirus

Il tempo affievolisce i ricordi: giova rammentare. Nel settembre 2001 i cittadini statunitensi, sbigottiti di fronte all’immane tragedia delle Twin Towers, intonarono spontaneamente “God bless America”: affidavano a quella preghiera corale il loro dolore e la speranza della ricostruzione. (Contributo di Giuseppina La Face)

Il cinema al tempo del coronavirus

Ignàc Semmelweis e Marc Levinson sono due nomi che dicono pochissimo ai non addetti ai lavori. Il primo è un medico ungherese, che già nel 1846 aveva intuito come il semplice lavarsi le mani dei medici poteva diminuire in modo sostanziale le febbri puerperali, una delle principali cause di morte delle partorienti.

La sfera pubblica al tempo della pandemia

Strade e piazze pressoché deserte, parchi e giardini silenziosi, persino condomini normalmente rumorosi sembrano quasi disabitati, anche se mai come in questa occasione sono colmi di gente. Continue precauzioni, anche in famiglia e tra amici, che, interrompendo i comportamenti automatici quotidiani, ci obbligano a prestare attenzione al minimo gesto, e, soprattutto, a imparare a tenere le distanze. (articolo di Mario Neve)

Chi ha paura della matematica?

Ci risiamo! Una volta ancora mi capita di ascoltare il personaggio televisivo di turno che, con un sorriso un po’ gigione, dice in camera: “Mah, io a scuola andavo malissimo in matematica!”. Altre varianti sentite nel corso degli anni: sentimentale: “Tra me e la matematica non è mai scoppiato l’amore”; astronomica: “Io e la matematica abitiamo su pianeti diversi”; aforistica: “Non sono io che odio la matematica; è la matematica che odia me”... (articolo di Marco Lenci)

Breve resoconto degli incontri condotti nelle scuole Archimede (San Giovanni in Persiceto) e Salvemini (Casalecchio di Reno)

Il 3 febbraio 2020, nell’ambito dell’iniziativa “Parliamone Ora”, sono stati condotti tre interventi di informazione/sensibilizzazione -sui temi delle dipendenze e delle nuove sostanze psicoattive-rivolti a studenti di scuola secondaria di secondo grado. (articolo di Luca Ferrari, Roberto Mandriolie Laura Mercolini)

Vaccini tanto rumore ma non per nulla

Vaccini: tanto rumore, ma non per nulla

Dopo tanto discutere, dopo il lungo braccio di ferro seguito all’applicazione della legge 119 del 31/07/2017, è iniziato l’anno scolastico 2019/20, che vede la prima concreta applicazione di quanto previsto dalla norma rispetto ai bambini non in regola con le vaccinazioni obbligatorie. (articolo di Patrizia Selleri)

The Conversation

The Conversation è una piattaforma editoriale dove vengono pubblicati quotidianamente brevi articoli a firma di docenti e ricercatori appartenenti alle Università consorziate incentrati sull’attualità politica, economica e sociale e su recenti risultati della ricerca scientifica e tecnologica... (articolo di Alessandra Sansavini)

migranti e mediterraneo - ParliamoneOra

Migrazioni e Mediterraneo: confine liquido e mediatico

Migliaia di uomini e donne provenienti da tutta l’Africa e parte dell’Asia lasciano tutto alle spalle e attendono il momento propizio per attraversare il Mediterraneo. Lungo le coste tra Senegal, Libia e Turchia donne e uomini restano sospesi tra il desiderio di partire e la nostalgia di casa. Eppure non desistono. (articolo di Pierluigi Musarò)

Chiamare le cose con il proprio nome, PalriamoneOra

Chiamare le cose con il proprio nome

I fatti di cronaca lasciano il tempo che trovano, ma possono essere l’occasione di uno spunto per ragionare a un livello più alto delle notizie che riportano. Il mondo sta già iniziando a dimenticare le oltre trecento vittime, fra cui molti bambini, dello Sri Lanka... (articolo di Lea Quarzola)

Europa da buttare, ParliamoneOra

Europa da buttare?

Lunedì 29 presso la Sala Biagi del Quartiere Santo Stefano si è tenuto il primo incontro di ParliamoneOra intitolato “Europa da buttare? Parliamone senza Fake News” con il contributo di Michele Chiaruzzi, Giuliana Laschi, Dario Braga come promotore di ParliamoneOra. L’incontro, molto partecipato, è stato preceduto dai saluti istituzionali di Marco Lombardo, Assessore alle Politiche Europee del Comune di Bologna... (articolo di Giuliana Laschi, Michele Chiaruzzi, Dario Braga)

Parliamo di Europa

Incontro in occasione della festa dell’Europa, dei 30 anni della caduta del muro di Berlino e dei 20 anni del Punto Europa di Forlì, aperto a tutti i cittadini... (articolo di Giulia Laschi)

Lavarsi le mani 5 maggio ParliamoneOra

Lavarsi le mani (ovvero il 5 maggio)

Si, credo che la prima idea che questa data ci riporta alla mente sia la poesia del Manzoni scritta per la morte di Napoleone nel 1821….e da allora ne son passati di anni! E, almeno per me, anche da quando a scuola ce l’hanno fatta studiare. Ma oggi il 5 maggio ha anche un altro significato, completamente differente... (articolo di Vittorio Sambri)

ParliamoneOra. Un movimento politico?

E’ un movimento perché nasce dalla presa di coscienza di un gruppo di ricercatori e docenti della necessità di muoversi in una precisa direzione. Andare oltre le aule di lezione, le conferenze e i convegni scientifici. Andare verso una società da cui sono forse rimasti troppo distanti: magari con élitaria consapevolezza di essere altro e di essere diversi rispetto a derive di vario genere... (articolo di Alessandro Iannucci)

ParliamoneOra. Un cortile nel quale scendere

Intendo ParliamoneOra come un cortile nel quale scendere (indubbiamente mi condiziona la formula d’altri tempi: scendo in cortile a giocare, a vedere gli amici, per stare con altri, esperienza lontana chi per fare tutto ciò accende un computer) o comunque andare per informarsi, per parlare con persone che qualcosa sanno, che hanno studiato per capire come si fa a informare correttamente... (articolo di Giuseppina Muzzarelli)

L’osservatorio della divulgazione

Due sono i sentimenti che colpiscono il ricercatore che legge un articolo di divulgazione scientifica del suo settore sulla stampa generalista: la legittima soddisfazione di vedere il proprio settore di studi raccontato a tutti e la frustrazione di scoprire le inesattezze e le storture che a volte accompagnano questi articoli... (articolo di Matteo Cerri)

Patrimonio culturale e città storica

L’azione culturale e, più specificamente, il Patrimonio Culturale hanno un ruolo chiave nei processi di trasformazione materiale, economica e sociale della città. Il Patrimonio Culturale può essere considerato come dispositivo (driver) che può innervare e alimentare la crescita della città, trasformandola, con attenzione alla innovazione tecnologica, secondo modelli improntati alla valorizzazione e alla sostenibilità... (articolo di Danila Longo)

Siamo poi così sicuri che (fare) l’università non serve?

Ognuno ha le proprie disgrazie nella vita. Per esempio, dover vivere a Montecarlo fino a 14 anni, poi doverti trasferire in Svizzera, per frequentare un prestigioso collegio, e poi doverti mettere sotto l’ala paterna a imparare il mestiere; il tutto da milionario, dal primo vagito all’esalazione dell’ultimo respiro... (articolo di Lea Querzola)

Pseudo - scienza e Fake News

Ho scritto questo articolo per il Sole 24 Ore poco più di due anni fa, Nel frattempo molte cose sono cambiate e, si direbbe, sono cambiate in peggio. Le azioni singole non bastano più e questa è una delle motivazioni per ParliamoneOra... (articolo di Dario Braga)

Tutto è cominciato così

Domenica 27 Gennaio Ho pensato che dovevo fare qualcosa e smetterla di lamentarmi. Non si può accettare la delegittimazione dello studio e della conoscenza che porta con sé il popolare principio "tutto è vero - basta dirlo o scriverlo"...

Aggiornamento n. 4

Vi ringrazio per la partecipazione alla presentazione di ParliamoneOra di ieri – 9/4. E’ stata una ottima partenza in qualità e numerosità della presenza. E’ evidente a tutte e tutti che abbiamo intercettato un bisogno profondo, un bisogno delle nostre coscienze e della nostra professione di docenti. La stampa ha dato di nuovo risalto. Ho ricevuto segnali di interesse anche da altre università. Ho detto che non avevamo alcun “copyright” ed eravamo contenti se l’idea veniva replicata... (articolo di Dario Braga)